Archivio per dicembre, 2011

Tanti cari auguri di Buon Anno

Pubblicato: dicembre 31, 2011 in Uncategorized

No ai botti di Capodanno

Pubblicato: dicembre 30, 2011 in Uncategorized

Il varesino sulla Corsa rosa 2012: “Se per la neve saltasse lo Stelvio, non avrei molto terrenio per me. L’importante è che vinca la Liquigas”

“Il mio favorito per il Giro è Nibali”. Ivan Basso ci sorprende mentre passeggia in corso Vittorio Emanuele, pieno centro di Milano. Quella del varesino non è una battuta, detta solo per il gusto di sorprendere. Alla base del suo pronostico c’è un ragionamento preciso: “Se il 26 maggio sullo Stelvio nevica, non si sale. E per me diventa dura pensare di vincere il Giro”. Ma lo Stelvio non è l’unica salita della corsa rosa. Basso, con lucidità, confessa: “Mica posso pensare di staccare tutti salendo a Lago Laceno o ai Piani dei Resinelli… È vero, il Giro si vince giorno per giorno e non in una tappa, ma dove posso fare davvero la differenza è sullo Stelvio e il giorno prima a Pampeago”.

Un tratto della salita verso il passo Stelvio. Afp A MEMORIA — Lo Stelvio diventa così un totem, una montagna sacra. “E’ la salita che conosco meglio, persino meglio del Sacromonte di Varese, che è a due passi da casa. È la prima salita che ho fatto in bici in vita mia, avevo 8 anni. Dopo la seconda cantoniera è durissima. Sono 8 chilometri sopra i 2000 metri. Gli ultimi 3 chilometri sono infernali. Lì non c’è tattica, ci sono solo gambe. Il problema è che sullo Stelvio nevica anche ad agosto…”. Il pronostico del campione varesino svela anche un piccolo segreto, perché nei programmi di Nibali era previsto inizialmente solo il Tour. “Ma io sono convinto che alla fine Vincenzo ci sarà anche al Giro” precisa Ivan.

DOPO LA LIEGI — Roberto Amadio, team manager della Liquigas, al telefono dalle piste da sci di Passo San Pellegrino, non lo esclude: “Faremo il punto ad aprile dopo la Liegi (22 aprile, ndr) tenendo in considerazione la forma e la volontà dei corridori”. E che Nibali, la cui prima parte di stagione ricalcherà quella del 2010, sia attratto dal Giro, non è un mistero, come egli stesso aveva dichiarato alla Gazzetta il 9 dicembre scorso. Ivan, comunque, non sarebbe infastidito dalla presenza di Vincenzo. Tutt’altro. “Il percorso complessivamente è molto adatto a lui e la priorità assoluta della Liquigas è quella di fare bella figura al Giro. Chi sarà eventualmente il leader? Tra noi c’è rispetto reciproco. Parlare non serve, il ruolo di capitano lo assegnano le gambe”.

occhio a tavola — Intanto Ivan prosegue senza intoppi la sua preparazione invernale. Tra Natale, Capodanno e feste varie la tentazione di sgarrare a tavola è tanta anche per lui che è quasi ascetico. “Credo che se un atleta mantiene uno stile di vita corretto 350 giorni all’anno non abbia problemi. A Natale per pranzo mi sono concesso, cosa per me insolita, un primo, un secondo e una fetta di panettone. Vino? Non lo bevo mai, non mi piace e mi fa venire mal di testa. Solo un goccio per il brindisi. Ma la sera solo un the e poi a nanna. Meglio fare due ore in più di bici il giorno dopo che sacrificare la festa. Me lo ha insegnato anche Armstrong al primo giorno di ritiro ad Austin con la maglia Discovery. “Tonight forget the diet” (Stanotte dimenticati la dieta, ndr), mi disse”.

Basso cerca il tris al Giro dopo quelli del 2006 e 2010. Bettini e via in bici — Il programma di avvicinamento al debutto stagionale (il 18 febbraio al Trofeo Laigueglia) è quello usuale. Tutte le mattine, prima di colazione, fa ginnastica. Tre volte la settimana con un programma di potenziamento “full body”, altre tre solo come attivazione muscolare. In bici tanto lavoro a ritmo lungo e medio con cadenza di pedalata abbastanza elevata. Da ieri anche i primi lavori di forza in salita ma con precauzione per evitare guai alle ginocchia. “Sono contento perché ho cominciato bene. Andrea Morelli, con l’aiuto dei suoi collaboratori del Centro Mapei, mi ha messo a punto un programma di allenamenti molto valido. Il primo test, quello per trovare i valori di allenamento, dice che ho 430 watt alla soglia. Però peso 72 kg, 3 in più del peso forma. Poi questi dati sono da interpretare. I veri test li faccio sul Cuvignone. Lì quando salgo in 28’30″ vuol dire che sto bene”.

scarponi — La maglia rosa, e sarebbe la terza, calamita comunque le attenzioni di Basso. Altrettanto, stando alle dichiarazioni delle ultime settimane, non si può dire di quello che, almeno sulla carta, dovrebbe essere il suo rivale numero 1: Michele Scarponi. Il marchigiano della Lampre è alle prese con il dubbio Giro-Tour. “Questo argomento mi mette in imbarazzo. Abbiamo già i nostri problemi. Resto indifferente alle loro scelte. Facciano quello che vogliono”.

OROLOGI E AMATORI — Ma passeggiando per Milano, tra un autografo e l’altro, non si parla solo di corse. In questi giorni di feste Basso ne approfitta per lanciare un’iniziativa e metterne a fuoco un’altra. La prima riguarda una linea di orologi che porta il suo nome: IB Carbon 01 e, come dice il nome, sono fullcarbon. La seconda è più legata al ciclismo e sarebbe quella di aprire il raduno di Cecina (dalla sera del 12 gennaio, cioè dopo la presentazione della squadra a Milano, sino al 20 gennaio) ai cicloamatori. “Ci stiamo pensando e credo possa essere una grande cosa. Sono certo che avremmo molte richieste di partecipazione”.

L’inverno di Cunego

Pubblicato: dicembre 27, 2011 in Uncategorized

CORRIDORI D’INVERNO Un letargo di un mese per ritrovare la voglia di ripartire e e torturarsi in bici per i rimanenti 11 fra allenamenti e corse.
Per Damiano Cunego è l’undicesimo inverno da professionista. Il Piccolo Principe è sempre uno dei più illustri ambasciatori del ciclismo italiano, amato dovunque, dalla Francia al Giappone. Siamo andati a trovarlo al primo raduno della Lampre-Isd, all’Hotel San Martino di Boario Terme, in Valcamonica.

Cunego, come si definirebbe?
“Uno scalatore con il vantaggio di essere veloce”.

In gruppo ha trovato un corridore che le assomiglia?
“No. Qualcuno è più scalatore di me ma meno veloce, qualcuno è meno scalatore di me ma più veloce. Sono unico. Ma non esiste corridore uguale a un altro”.
Il pavè delle Classiche, obiettivo del 2012. Bettini
Ultima corsa?
“Alla Japan Cup. Davanti c’erano Mori e Arashiro. Sembrava che ce la potessero fare, invece dietro si è organizzato un gruppetto, e i due sono stati ripresi a 200, forse 100 metri dall’arrivo. A quel punto mi sono buttato nella volata: quarto”.

Come giudica il suo 2011?
“La prima parte è stata buona. Peccato che abbia avuto otite e febbre prima delle classiche del nord. Buono, anzi, ottimo anche il settimo posto al Tour. Invece la seconda parte è stata meno fortunata. Ma ho sofferto di calcoli renali”.

Già impostato il 2012?
“Stessi obiettivi. Classiche e Tour, poi una seconda parte – spero – più felice. Ricomincerò con il Giro di Reggio Calabria, poi il Giro di Sardegna, la Parigi-Nizza invece della Tirreno-Adriatico, il Catalogna che corro per la prima volta, i Paesi Baschi e infine le Ardenne”.

Non le dispiace saltare il Giro?
“Sì, ma non si può fare tutto. E poi se si preparano bene le classiche, il Giro viene troppo presto, meglio dedicarsi al Tour”.

Già ricominciato ad allenarsi?
“Il 22 novembre, alternando palestra e bici. Uscite di due ore, due ore e mezzo. Adesso, dopo il primo raduno, aumento un po’ chilometri e ore. Ho il peso giusto: 61 chili, due in più di quando sono tirato”.

Si allenerà anche durante le feste?
“Magari farò un allenamento più duro il 24, così da godermi il Natale in famiglia, con l’alibi del recupero. Per il Capodanno ho meno riguardi: mi alleno senza cercare scuse”.
Cunego è stato l’ultimo italiano a vincere una Classica (Lombardia 2008). Bettini
Cunego, la campagna acquisti della Lampre?
“Già per il 2011 avevamo una buona squadra, tant’è che è stata la settima al mondo e la prima italiana. Ora saremo ancora più forti. Per la montagna ci sono Lloyd, Possoni e Stortoni, per le volate sono arrivati Cimolai, Graziato e Viganò. E c’è anche il colombiano Anacona, secondo al GiroBio”.

Malori e Ulissi, al terzo anno da professionisti?
“Due ragazzi con la voglia di arrivare. Ulissi è scaltro, Malori potente. E tutti e due hanno il coraggio di andare in fuga”.

Verona è diventata la capitale del ciclismo.
“La provincia italiana più vittoriosa nel 2011. Io, Viviani, Guardini, Pietropolli, Merlo… E prima di noi Minali, Poli, Strazzer, Caucchioli… E anche tanti stranieri che vengono ad abitare e ad allenarsi sul Lago di Garda. Una questione forse di tradizione, o forse di geografia, o forse di clima”.

Cunego, come si sente dentro?
“Sereno, convinto, deciso a raccogliere il più possibile”.

I GRANDI DEL CICLISMO

Pubblicato: dicembre 26, 2011 in Uncategorized

FRANCESCO MOSER

Nato a Palù di Giovo, 19 giugno 1951
Professionista dal 1973 al 1988, con 273 vittorie su strada da professionista precede Beppe Saronni (193) e Mario Cipollini (189) e risulta a tutt’oggi il ciclista italiano con il maggior numero di successi. È inoltre terzo assoluto a livello mondiale, alle spalle di Eddy Merckx (426) e Rik Van Looy (379), ma davanti a Rik Van Steenbergen (270) e Roger De Vlaeminck (255). Nato in una famiglia di ciclisti, sono tre di undici, i fratelli che sono stati ciclisti professionisti: Enzo, Aldo e Diego. Soprannominato lo sceriffo per la sua capacità di gestire il gruppo durante la cors

Iniziò l’attività ciclistica solo a 18 anni e da dilettante corse nella squadra toscana della Bottegone. Partecipò ai Ciclismo ai Giochi della XX Olimpiade di Monaco di Baviera del 1972. Passò al professionismo nel 1973, aggiudicandosi subito una tappa al Giro d’Italia. I primi risultati importanti risalgono al 1975, quando vinse il Giro di Lombardia e si laureò campione italiano a Pescara, vincendo il Trofeo Matteotti. Altresì, concluse settimo al Tour de France vincendo due tappe, il prologo di Charleroi e la tappa di Angouleme, e la classifica riservata ai giovani, dopo aver indossato la maglia gialla per sette giorni: quella fu la sua unica partecipazione alla corsa francese.

Nel 1976 ai mondiali su strada di Ostuni giunse secondo dietro al belga Freddy Maertens, riuscendo comunque a vincere la maglia iridata nella gara di inseguimento su pista disputata nel velodromo di Monteroni di Lecce. L’anno dopo a San Cristóbal, in Venezuela, diventò campione del mondo. Con la maglia iridata sulle spalle nel 1978 ottenne la prima delle sue tre vittorie consecutive alla Parigi-Roubaix.

Favorito dalle caratteristiche di passista, nel 1984 a Città del Messico riuscì a battere il record dell’ora (massima distanza percorsa in un’ora) che apparteneva da dodici anni a Eddy Merckx. Grazie anche all’uso di un nuovo tipo di bicicletta con ruote lenticolari, il 19 gennaio 1984 stabilì il record di 50,808 km, portandolo quattro giorni dopo a 51,151 km.

Nello stesso anno, sempre grazie a questa particolare bicicletta, con la vittoria nell’ultima tappa (a cronometro) del Giro d’Italia riuscì a colmare lo svantaggio in classifica nei confronti del francese Laurent Fignon e a vincere il Giro.

Altre vittorie significative di Moser furono la Milano-Sanremo nel 1984, il Campionato italiano nel 1979 e nel 1981 e diverse altre classiche ciclistiche. Famosa fu anche la rivalità con Giuseppe Saronni, in maniera simile a quanto era successo quasi trenta anni prima con Fausto Coppi e Gino Bartali.

Molti, anche se meno noti, sono stati i suoi successi su pista, tra cui il campionato mondiale di inseguimento nel 1976 e quello italiano (stessa specialità), vinto cinque volte, oltre a quindici affermazioni nelle Sei giorni. È stato anche costruttore delle biciclette che portano il suo nome.

Storia di Francesco Moser

Quarto corridore di una famiglia che aveva già avuto tra i professionisti Aldo, Diego ed Enzo, occupa un posto di rilievo fra i big di ogni tempo in virtù degli straordinari risultati che è riuscito ad assicurarsi grazie, soprattutto, alle non comuni qualità fisiche, ma anche alla professionalità, all’intelligenza e alla dedizione al ciclismo. Grande passista, potente velocista ha spesso patito le grandi montagne anche se le più dure salite delle classiche in linea lo hanno avuto in primissima fila. La sua carriera splendida e fruttuosa per un decennio pareva stesse per chiudersi in maniera opaca quando, preparandosi in maniera completamente nuova e mettendo in pratica conquiste scientifiche e tecniche che hanno poi dato una svolta al ciclismo, conquistò il record mondiale dell’ora portandolo in due successive prove, il 19 e il 23 gennaio 1984 sulla pista in cemento del Centro sportivo di Città del Messico, dai 49,431 di Merckx (’72) prima a 50,808 e infine a 51,151. Non solo, ma sullo slancio della splendida condizione ritrovata riuscì, a distanza di pochi mesi, ad aggiungere al suo palmares due grandi vittorie che ancora mancavano, quelle nella Milano-Sanremo e nel Giro d’Italia (dopo un duello appassionante con Laurent Fignon). Un ritorno ai vertici imperioso e che ha ripagato Moser della generosità con la quale s’era sempre battuto incurante di preparare il terreno propizio agli avversari, in particolare al rivale Saronni con il quale ha dato vita per alcuni anni a un duello incandescente che ha infiammato le opposte fazioni e accresciuto la popolarità del ciclismo. La prima e più lunga fase della sua carriera ha consentito a Francesco di conquistare, splendidamente, la maglia iridata nel ’77 nella prova su strada a San Cristobal dopo aver indossato quella di campione dell’inseguimento l’anno precedente a Monteroni. Solo un’incredibile leggerezza gli impedì di confermarsi campione su strada nel ’78 sul Nurburgring dove finì 2° (come già aveva fatto a Ostuni nel ’76). Uomo da classiche ha fatto della Parigi-Roubaix il simbolo della sua eccezionale qualità: tre vittorie consecutive nel ’78, ’79, ’80, due secondi posti (’74 e ’76) e due terzi (’81, ’83). Ha partecipato una sola volta al Tour nel ’75 dopo aver rinunciato al Giro d’Italia che finiva sullo Stelvio: e anche nella Grande Boucle si evidenziò subito come protagonista con due tappe vinte, una settimana in maglia gialla e il settimo posto finale nonostante una caduta sui Pirenei. Due classiche ha vinto per positività al controllo medico dell’avversario che l’aveva battuto: Karstens nella Parigi-Tours ’74 e Maertens nella Freccia Vallone ’77. Come, grazie alla vittoria nel campionato italiano (il terzo dopo quelli del ’75 e del ’79), nell’81 a Compiano rispose a chi lo dava finito, altrettanto, mettendo a profitto l’equipe Enervit postagli a disposizione dal dott. Sorbini, fece e nella maniera più superba nell’84 con l’avvento della ruota lenticolare aggiudicandosi il record dell’ora, la Sanremo e il Giro.

Francesco Moser è il corridore italiano più vittorioso della storia del ciclismo. Fortissimo nelle prove di un giorno (il suo palmares conta tutte le più grandi classiche del calendario nazionale e internazionale) ha anche vestito le più prestigiose maglie delle gare a tappe. Nonostante i limiti sulle grandi salite si è imposto grazie alla sua combattività e alla capacità di gestire la squadra.
Nato in una famiglia di ciclisti – tre dei suoi undici fratelli, Enzo, Aldo e Diego, sono tutti stati professionisti – Francesco Moser a tredici anni lascia la scuola per lavorare nei campi. Si dedica al ciclismo in età già matura, a 18 anni. Dopo il dilettantismo nelle file della Bottegone e la partecipazione alle Olimpiadi di Monaco, passa al professionismo nel 1973 e già nel 1975 si laurea campione italiano a Pescara, sul circuito del Trofeo Matteotti.
A 24 anni Moser si presenta al Tour del 1975, vince il prologo di Charleroi e la tappa di Angouleme e indossa la maglia gialla che tiene per sette giorni. Con i suoi attacchi nella prima fase della corsa francese mette in crisi Eddy Merckx che sulle Alpi deve cedere il Tour a Bernard Thevenet. Francesco diventa un idolo in Francia. Ai mondiali di Ostuni del 1976 giunge secondo nella prova su strada dietro al belga Maertens ma conquista l’oro dell’inseguimento in pista. Dodici mesi dopo la maglia iridata è sua a San Cristobal, in Venezuela. Con la maglia di campione del mondo ottiene, nel 1978, 39 vittorie tra cui la prima delle sue tre consecutive Parigi-Roubaix .
Forte, veloce e abile allo sprint, Moser si mette in luce per la sua combattività e intreccia negli anni un duello con Giuseppe Saronni che divide il tifo degli italiani. Nel corso dei suoi quattordici anni di carriera conquista una serie incredibile di classiche di prestigio come la Parigi-Tours (1974), due Giri di Lombardia (1975, 1978), una Freccia Vallone (1977), un Campionato di Zurigo (1977), una Gand Wevelgen (1979). Nel suo palmares può contare tutte le più importanti corse in linea e a tappe italiane e una serie di vittorie parziali al Giro d’Italia . In gruppo lo chiamano lo “sceriffo” perché detta spesso legge e governa le corse come hanno sempre fatto i campioni.
La fama di Francesco Moser è però legata soprattutto al record dell’ora. Nel gennaio del 1984 parte per il Messico con l’idea di tentare in altura il primato del mondo che appartiene ormai da dodici anni al belga Eddy Merckx. Era già cominciato nell’anno precedente, a poco più di trent’anni, il suo declino. Le motivazioni per una nuova sfida comunque non gli mancano: “Se nella vita non si tenta sempre qualcosa di nuovo, allora mi spieghi cosa si campa a fare?” è il motto alla base della sua impresa. Seguito da un’equipe specializzata, sotto la supervisione del professor Conconi, docente dell’Università di Ferrara, Moser batte il record mondiale dell’ora percorrendo 50,080 km. Quattro giorni dopo ripete l’impresa: batte di nuovo il primato con 51,151 km. Il suo tentativo di record dell’ora apre le porte a una rivoluzione scientifica e tecnica nel mondo del ciclismo. Moser introduce innovazioni nell’alimentazione, nelle pratiche di allenamento, nell’abbigliamento (con una speciale tuta e il casco aerodinamico), nelle tecniche di costruzione delle biciclette, ideate in galleria del vento e dotate di ruote lenticolari. Dieci anni dopo, quando ormai da parecchi anni si è ritirato dal mondo del professionismo, ritorna in Messico per sfidare nuovamente il record, ora detenuto dal britannico Chris Boardman. Realizza la misura di 51,840, quattrocento metri quindi in meno della misura necessaria, ma riesce a battere la sua precedente prestazione.
Moser tornato all’attività su strada vince nel 1984 la Milano-Sanremo e nel Giro d’Italia dà vita a una lotta accanita con Laurent Fignon. Il francese, favorito sulle montagne, sfila la maglia rosa a Moser due giorni prima della conclusione. Nell’ultima tappa, una cronometro che si conclude all’Arena di Verona, Moser vince il Giro grazie alla sua bici dalle ruote lenticolari. Conquista così la gara a tappe sul cui podio sale per ben altre cinque volte in carriera. La sua ultima gara è il Trofeo Baracchi nel settembre del 1987.
Moser dopo il ritiro dall’attività professionistica si dedica alla campagna come produttore di vino e coltivatore di mele. Continua a rimanere nel mondo del ciclismo come collaboratore della RCS, società organizzatrice del Giro d’Italia, e con una fortunata attività di produttore di biciclette. Dedicatosi alla politica, ha ricoperto vari incarichi nell’amministrazione della provincia di Trento, fa parte del consiglio dei professionisti dell’Uci, è si è candidato nel 2001 alla presidenza della Federazione Ciclistica Italiana.

Palmarès

Pista

■1976
Campionati del mondo, Inseguimento individuale Sei giorni di Milano ■1977
Sei giorni di Grenoble ■1978
Campionati italiani, Inseguimento individuale Sei giorni di Dortmund Sei giorni di Milano ■1979
Sei giorni di Milano Sei giorni di Grenoble ■1980
Campionati italiani, Inseguimento individuale ■1981
Campionati italiani, Inseguimento individuale Sei giorni di Nouméa Sei giorni di Milano

■1983
Sei giorni di Milano ■1984
Campionati italiani, Inseguimento individuale Sei giorni di Dortmund Sei giorni di Milano Sei giorni di Parigi ■1986
Sei giorni di Rotterdam Sei giorni di Bassano del Grappa Sei giorni di Grenoble ■1987
Campionati italiani, Inseguimento individuale ■1988
Sei giorni di Bassano del Grappa

Strada

■1970
Gran Premio Palio del Recioto ■1971
Classifica generale Baby Giro Gran Premio Ezio Del Rosso Coppa Caduti Sant’Alluccio Milano-Busseto Gran Premio Sportivi Poggio alla Cavalla ■1972
Campionati italiani, Prova in linea Dilettanti Giro Valli Aretine Coppa Caduti Sant’Alluccio Milano-Rapallo Coppa Mobilio Ponsacco ■1973
14ª tappa Giro d’Italia (Bolsena > Firenze) ■1974
Giro della Provincia di Reggio Calabria Giro di Toscana Gran Premio di Castrocaro Terme (cronometro) Giro dell’Umbria Coppa Bernocchi Giro del Piemonte Parigi-Tours Giro dell’Emilia Trofeo Baracchi ■1975
Grand Prix de Monaco Coppa Placci Classifica generale Grand Prix du Midi Libre Gran Premio Città di Camaiore Trofeo Matteotti (valido come Campionati italiani) Prologo Tour de France (Charleroi, cronometro) 7ª tappa Tour de France (Saint-Gilles-Croix-de-Vie > Angoulême) Giro dell’Umbria Giro di Lombardia Trofeo Baracchi ■1976
Trofeo Pantalica 2ª tappa Giro di Puglia (Montemesola > Noci) Classifica generale Giro di Puglia Giro di Toscana Giro dell’Appennino 4ª tappa Giro d’Italia (Cefalù > Messina) 7ª tappa Giro d’Italia (Ostuni > Ostuni, cronometro) 14ª tappa Giro d’Italia (Il Ciocco > Varazze) Trofeo Matteotti Tre Valli Varesine ■1977
Gran Premio di Mendrisio Freccia Vallone Giro di Toscana Gran Premio di Zurigo Giro dell’Umbria Coppa Agostoni Campionati del mondo, Prova in linea Giro del Lazio

■1978
2ª tappa Giro di Sardegna (Olbia > Nuoro) Coppa Sabatini Parigi-Roubaix Gran Premio Industria e Artigianato 11ª tappa, 2ª semitappa Giro d’Italia (Assisi > Siena) 13ª tappa Giro d’Italia (Modigliana > Padova) 14ª tappa Giro d’Italia (Venezia, cronometro) 16ª tappa Giro d’Italia (Mazzin > Cavalese, cronometro) Prologo Tour de l’Aude (Limoux, cronometro) 1ª tappa Tour de l’Aude (Carcassonne > Bram) 3ª tappa Tour de l’Aude (Mazamet > Carcassonne) Classifica generale Tour de l’Aude Trofeo Matteotti Tre Valli Varesine Prologo Volta Ciclista a Catalunya 1ª tappa Volta Ciclista a Catalunya 3ª tappa Volta Ciclista a Catalunya 7ª tappa Volta Ciclista a Catalunya Classifica generale Volta Ciclista a Catalunya Giro del Lazio Giro di Lombardia ■1979
Prologo Tirreno-Adriatico (Circuito Santa Severa, cronometro) Gand-Wevelgem Parigi-Roubaix Prologo Giro d’Italia (Firenze, cronometro) 3ª tappa Giro d’Italia (Caserta > Napoli, cronometro) 17ª tappa Giro d’Italia (Pieve di Cadore > Trento) Prologo Tour de l’Aude Classifica generale Tour de l’Aude Campionati italiani, Prova in linea 2ª tappa Ruota d’Oro 3ª tappa Ruota d’Oro (cronometro) Classifica generale Ruota d’Oro Giro del Friuli Giro del Veneto Giro dell’Emilia Trofeo Baracchi ■1980
Nizza-Alassio Prologo Tirreno-Adriatico (Circuito Cerenova Costantica, cronometro) Classifica generale Tirreno-Adriatico Parigi-Roubaix Prologo Giro del Trentino (Arco > Torbole, cronometro) 1ª tappa Giro del Trentino (Arco > Salò di Trento) Classifica generale Giro del Trentino ■1981
Prologo Tirreno-Adriatico (Circuito di Roma, cronometro) Classifica generale Tirreno-Adriatico 14ª tappa Giro d’Italia (Montecatini > Salsomaggiore) Campionati italiani, Prova in linea Coppa Agostoni Giro dell’Umbria

■1982
Prologo Tour Mid-Pynenees (Castres, cronometro) Classifica generale Tour Mid-Pynenees Giro di Campania Giro di Toscana 7ª tappa Giro d’Italia (Castellamare di Stabbia > Diamante) 20ª tappa Giro d’Italia (Vigevano > Cuneo) ■1983
Milano-Torino Giro di Campania Trofeo Pantalica Prologo Giro del Trentino (Folgaria, cronometro) Classifica generale Giro del Trentino Giro del Friuli Giro di Norvegia Milano-Vignola Giro dell’Umbria ■1984
Milano-Sanremo Giro dell’Etna Prologo Vuelta a España (Jerez de la Frontera, cronometro) 11ª tappa Vuelta a España (Burgos > Santander) Prologo Giro d’Italia (Lucca, cronometro) 6ª tappa Giro d’Italia (Chieti > Foggia) 15ª tappa Giro d’Italia (Certosa di Pavia > Milano, cronometro) 22ª tappa Giro d’Italia (Soave > Verona, cronometro) Classifica generale Giro d’Italia Cronoscalata della Futa-Memorial Gastone Nencini Giro del Lazio Trofeo Baracchi ■1985
Giro dell’Etna Prologo Giro d’Italia (Verona, cronometro) 19ª tappa Giro d’Italia (Domodossola > Saint-Vincent) 22ª tappa Giro d’Italia (Lido di Camaiore > Lucca) Giro dell’Appennino 1ª tappa Ruota d’Oro (Medolago > Bergamo) Trofeo Baracchi ■1986
4ª tappa Settimana Ciclistica Internazionale (Porto Empedocle > Marsala) Pologo Tirreno-Adriatico (Ladispoli, cronometro) 6ª tappa Tirreno-Adriatico (San Benedetto del Tronto, cronomtro) Giro dell’Etna 18ª tappa Giro d’Italia (Piacenza > Cremona) ■1987
Classifica generale Giro del Mediterraneo Classifica generale Giro del Trentino

Altri successi

■1975
Classifica giovani Tour de France ■1976
Classifica punti Giro d’Italia ■1977
Classifica punti Giro d’Italia ■1978
Super Prestige Pernod Classifica punti Giro d’Italia

■1982
Classifica punti Giro d’Italia ■1984
Record dell’ora (50,808) Record dell’ora (51,151)

Piazzamenti

Grandi giri

■Giro d’Italia
1973: 15º 1974: 7º 1976: 4º 1977: 2º 1978: 3º 1979: 2º 1980: ritirato 1981: 21º 1982: 8º 1983: ritirato 1984: vincitore 1985: 2º 1986: 3º

■Tour de France
1975: 7º

■Vuelta a España
1984: 10º

Classiche

■Milano-Sanremo
1973: 30º 1974: 12º 1975: 2º 1976: 8º 1977: 35º 1978: 6º 1979: 4º 1980: 6º 1981: 39º 1982: 4º 1983: 11º 1984: vincitore 1985: 32º 1986: 26º 1987: 27º

■Giro delle Fiandre
1975: 25º 1976: 2º 1977: 4º 1978: 7º 1979: 11º 1980: 2º 1981: 32º 1982: 23º 1986: 25º

■Parigi-Roubaix
1974: 2º 1975: 5º 1976: 2º 1977: 13º 1978: vincitore 1979: vincitore 1980: vincitore 1981: 3º 1982: 10º 1983: 3º 1985: 12º 1986: 8º 1987: 19º

■Liegi-Bastogne-Liegi
1978: 3º

■Giro di Lombardia
1974: 7º 1975: vincitore 1976: 6º 1977: 13º 1978: vincitore 1979: 14º 1981: 18º 1982: 3º 1983: 5º

Competizioni mondiali

■Campionati del mondo su strada
Montréal 1974 – In linea: 7º Yvoir 1975 – In linea: 11º Ostuni 1976 – In linea: 2º San Cristóbal 1977 – In linea: vincitore Nürburgring 1978 – In linea: 2º Valkenburg 1979 – In linea: ritirato Sallanches 1980 – In linea: ritirato Praga 1981 – In linea: 6° Goodwood 1982 – In linea: 26º Altenrhein 1983 – In linea: ritirato Barcellona 1984 – In linea: ritirato Giavera del Montello 1985 – In linea: 54º Colorado Springs 1986 – In linea: 66º

Appollonio, obiettivo Olimpiade

Pubblicato: dicembre 25, 2011 in Uncategorized

E’ andato via dal Molise che era un ragazzino, è tornato da campione.
Davide Appollonio del Team Sky è, per la sezione regionale dell’Unione stampa sportiva, l’atleta molisano dell’anno 2011. Un premio meritato dal ventiduenne ciclista a suon di volate, due delle quali vinte, altre concluse con nobili piazzamenti.
La premiazione mercoledì sera all’Eden di Campobasso, in una cerimonia allestita e condotta da Mauro Carafa, presidente dell’Ussi Molise oltre che noto volto (e voce) della Rai, col prezioso contributo della Molise Ricambi, la squadra che lanciò Appollonio.
“Ricordo ancora la sua prima corsa nel 2003 – ha raccontato Silvestro Belpulsi, presidente della Federciclismo Molise, intervenuto per dare il giusto tributo al corridore isernino – a Stornarella, in Puglia. Non lo conosceva nessuno, non aveva esperienza ed anche l’aspetto non era quello di un corridore: capelli lunghi e ricci, gambe non rasate. Ma subito dimostrò di avere classe, facendo il vuoto in salita. E vinse”.
Mattatore della serata Antonio Fatica, giornalista Rai e consigliere nazionale Ussi, ma soprattutto grande amante del ciclismo, che ha pungolato Appollonio su passato, presente e futuro. A cominciare dall’approdo nella Sky di Mark Cavendish, il campione del mondo: “Sono pronto ad aiutarlo – ha spiegato Davide, che debutterà in febbraio correndo in Qatar e in Oman – ma considerando che siamo entrambi velocisti e che capiterà molto spesso che la squadra parteciperà a più corse concomitanti, penso che in poche occasioni correremo insieme. Io comunque spero di gareggiare un po’ di più in Italia rispetto agli anni passati”.

Un altro obiettivo per il 2012 è la nazionale, che potrebbe significare anche partecipazione all’Olimpiade di Londra.
Paolo Bettini, ct azzurro, segue Appollonio da tempo ed anzi lo ha già chiamato in un collegiale. “Sarebbe bellissimo – ha spiegato Appojet, che si ispira al belga Gilbert – e sarà importante correre forte all’inizio della stagione per mettersi in luce”.
E’ intervenuto alla premiazione anche il maestro Domenico Fratianni, che a fatto omaggio ad Appollonio di una sua opera.

Il premio organizzato dall’Ussi Molise con la collaborazione del Comitato regionale Coni (rappresentato mercoledì dal vice presidente vicario Giuseppe Iandolo) e di Assostampa Molise, ha raggiunto i cinque anni di vita. Prima di Appollonio, era stato vinto dalla Fenice Isernia (pallavolo), da Andrea Lalli (atletica), dall’Atletico Trivento (calcio) e da Andrea Capobianco (pallacanestro).
In questa edizione hanno ottenuto voti oltre ad Appollonio anche Stefano Patriarca (pallavolo), Mirco Antenucci (calcio), Vincenzo Cosco (calcio), Marco Viti (calcio) e Maria Centracchio (judo).

Buone feste a tutti

Pubblicato: dicembre 24, 2011 in Uncategorized

Da oggi a giovedì i 28 corridori della Liquigas-Cannondale saranno sottoposti alle visite mediche previste dalle vigenti normative per l’ottenimento dell’idoneita’ agonistica per il ciclismo professionistico.
Per il quinto anno consecutivo gli atleti si recheranno al Centro Medico B&B di Imola, mentre la supervisione degli esami sara’ affidata come di consueto al medico sociale del team dottor Roberto Corsetti.
Oggi i capitani verde-blu Ivan Basso, Vincenzo
Nibali e Peter Sagan apriranno la sessione di visite insieme a Valerio Agnoli, Damiano Caruso, Paolo Longo Borghini e Juraj Sagan. Martedì 6 tocchera’ a Elia Viviani, al trio polacco Maciej Bodnar, Maciej Paterski e Sylwester Szmyd oltre a Kristijan Koren, Alan Marangoni, Daniele Ratto, Cristiano Salerno e Alessandro Vanotti. Il giorno seguente, mercoledì 7, verranno sottoposti alle visite Eros Capecchi, Daniel Oss, Federico Canuti, Mauro Da Dalto, Tiziano Dall’Antonia, Fabio Sabatini e i due neopro’ Stefano Agostini e Moreno Moser. L’ultimo giorno, giovedì 8, tocchera’ ai quattro stranieri Timmy Duggan, Ted King, Dominik Nerz e Jose’ Sarmiento.