Archivio per settembre, 2011

CRONOSPRINT “Maurizio Santoro”

Pubblicato: settembre 29, 2011 in Uncategorized

Cari amici ciclisti, il prossimo 29 ottobre si rinnova l’appuntamento con la Cronosprint Maurizio Santoro, …………vi aspetto numerosi

Ciclo Club Campobasso
Associazione Sportiva Dilettantistica
C.da Colle Delle Api 109/X
86100 CAMPOBASSO- TEL 0874/698628
P.I.01552350702

Sabato 29 ottobre 2011
CRONOSPRINT “MAURIZIO SANTORO”
PROGRAMMA E REGOLAMENTO
• Organizzazione: Ciclo Club Campobasso in collaborazione con Endas Molise;
• Località di partenza: S.P. 53 quadrivio Stazione di Sepino;
• Località di arrivo:Ristorante 4 Vianove c/o quadrivio di Monte verde ;
• Raduno e distribuzione pettorali: dalle 14.00 alle 14.45 alla partenza;
• Partenza: dalle ore 15.01 un concorrente ogni minuto, salvo diversa frequenza decisa insidacabilmente dalla giuria, d’intesa con i cronometristi, per sopravvenute esigenze di organizzazione;
• Arrivo previsto ultimo partito: max ore 16.30;
• Possono partecipare alla gara tutti i cicloamatori di ambo i sessi, di età compresa tra i 15 e i 70 anni, tesserati 2011 ENDAS, F.C.I. e Enti della Consulta in possesso del certificato di idoneità all’attività ciclistica agonistica;
• Non sono ammessi cicloturisti;
• Categorie (anni solari):

A15/18 B19/27 C28/33 D34/39 E40/45 F46/51 G52/59 SG60/70

• Ordine di partenza categorie: F – G – SG – A – B – C – D – E; Vincitore edizione precedente
• E’ obbligatorio l’uso del casco omologato con il sottogola, non elastico, allacciato;
• Quota di partecipazione: € 10,00 da pagare alla partenza;
• Le iscrizioni complete delle generalità degli atleti e del numero di tessera devono essere trasmesse – a firma del Presidente del Circolo/Società di appartenenza che attesta il possesso del certificato medico per attività agonistica – entro venerdì 28 ottobre ore 18.00 a:
 Ciclo Club Campobasso Via Colle delle Api, 109/X – 86100 Campobasso – Fax 0874 441752
 Via Mail mauricesantoro@libero.it
• Controllo tessere e distribuzione numeri: sabato 29 ottobre alla partenza dalle ore 14.00 alle ore 14.45;
• Giuria: di nomina ENDAS;
• La gara è regolarmente assicurata;
• Moto e auto al seguito: nessun mezzo, ad eccezione di quelli dell’organizzazione, potrà precedere o seguire i corridori;
• Assistenza sanitaria: durante la gara, compresi gli adempimenti preparatori, sarà assicurata l’assistenza sanitaria di pronto soccorso;
• Cronometraggio: a cura della Federazione Cronometristi di Campobasso;
• Classifiche: saranno redatte una classifica per ciascuna categoria ed una classifica generale;
• Premiazione: saranno premiati il primo assoluto ed i primi tre di ogni categoria; premio alla squadra con più ciclisti partecipanti;
• La categoria con un numero di iscritti inferiore a tre verrà aggregata a quella immediatamente superiore e farà classifica con questa;
• Per quanto non previsto vige il Regolamento Nazionale ENDAS.

IL PRESIDENTE
Maurizio Santoro

Di Rocco non cambia – fiducia a Bettini

Pubblicato: settembre 28, 2011 in Uncategorized

“Se vogliono la mia testa, eccola qui, io ci rido sopra”. Subito dopo il Mondiale di Copenaghen Paolo Bettini aveva commentato così il (prevedibile) carico di critiche in arrivo dopo il quattordicesimo posto di Bennati, il peggior risultato dell’Italbici dal 1983 ad oggi. Si può discutere a lungo della strategia azzurra nella gara vinta da Mark Cavendish allo sprint ma se vogliamo fermarci ai fatti e alle dichiarazioni, il giorno dopo offre un dato certo: la fiducia della federazione nel gruppo rientrato questa mattina alla Malpensa senza troppi sorrisi.
“A Bettini e a tutti gli altri tecnici nazionali rinnoviamo la nostra fiducia al fine di raggiungere un modello di lavoro e di competitività pari a quello del settore femminile, dove il concetto di interdisciplinarietà è già acquisito da tempo, pur tenendo conto delle diverse situazioni, strutturali, organizzative e, soprattutto, numeriche”, si legge nella nota di Renato Di Rocco, presidente della Fci. Un atto necessario per sgombrare il campo dai dubbi dopo la delusione di Copenaghen, a cui la Nazionale maschile è arrivata – per scelta proprio dei vertici federali – senza poter contare sui corridori squalificati per più di 6 mesi per vicende di doping. Non è un dettaglio, perché se da un lato la delibera ha trovato consensi per la sua logica di trasparenza, dall’altro va sottolineato che quella dell’Italia è stata una iniziativa isolata rispetto alle altre nazionali. Nessuno può sapere come sarebbero andate le cose con Alessandro Petacchi al via, di sicuro per l’Italia si è trattato di un’assenza importante.

Giorgia Bronzini con la maglia di Learco Guerra vinta nel 1931. Bettini LUNGO TERMINE — “Sapevamo che le decisioni assunte all’unanimità dal Consiglio Federale per il rinnovamento di mentalità e metodi presupponevano tempi adeguati. Nessuno pensava di raggiungere gli obiettivi a breve termine”, aggiunge Di Rocco. “L’esperienza dei recenti mondiali si inserisce in questa fase di transizione. Anche gli errori e i limiti evidenziati nelle gare maschili saranno propedeutici a un cambiamento culturale della nostra attività sul piano nazionale che privilegi la qualità rispetto alla quantità e stimoli l’integrazione tra le varie discipline, come nei paesi più avanzati”. Il lavoro da fare è tanto ma bisogna anche andare alla ricerca dei motivi per cui l’Italia non riesce ad esprimere più certi valori dal 2008, l’anno dell’ultima classica monumento conquistata (Cunego al Lombardia). E meno male che ci sono le straordinarie ragazze d’oro di Edoardo Salvoldi: senza Giorgia Bronzini e le sue compagne il quadro avrebbe tinte ancora più fosche.

Il Mondiale è di Cavendish

Pubblicato: settembre 26, 2011 in Uncategorized

Sul velocissimo circuito danese, dominio della squadra britannica, che controlla la corsa a ritmi altissimi e lancia lo sprint vincente del capitano designato. Argento a Goss, bronzo a Greipel. Quattordicesimo e primo degli azzurri Bennati

Un treno lungo quasi tutta la gara, fino alla stoccata decisiva del capitano designato, che su un circuito del genere non poteva che essere il re degli sprinter. Il Mondiale è di Mark Cavendish, e la Gran Bretagna torna a vincere 46 anni dopo l’oro del povero Toni Simson. Grandissimo il lavoro dello squadrone britannico. I vari Wiggins, Froome, Stannard, Millar, Thomas hanno messo in atto una lunghissima cronometro a squadre: nessun replica agli scatti, che pure non sono mancati, ma un ritmo costante, ossessivo, che – impresa tutt’altro che facile – ha consentito loro di tenere sotto controllo una gara la cui interpretazione non era poi così semplice.

COPENAGHEN COME ZOLDER – Per coloro dotati di media memoria, la Gran Bretagna ha prodotto in fotocopia la prova che 9 anni or sono a Zolder, fruttò all’Italia il trionfo di Mario Cipollini. Un contesto nel quale è però giusto anche esaltare i meriti del vincitore. Cavendish è infatti stato micidiale nel piazzare la stoccata vincente, rimediando con uno slalom da pistard all’unico momento di incertezza dei suoi compagni, che lo avevano lasciato leggermente dietro all’imbocco del rettilineo finale. In una volata senza respiro, Cavendish parte intorno alla dodicesima posizione ma resta gelido nel gestire la situazione. E’ uno che viene dalla pista, sa cercare il varco giusto, lo trova un po’ come il giorno prima aveva fatto Giorgia Bronzini, sulla parte destra, a ridosso delle transenne. Quindi una volta davanti, spara la consueta cannonata, e nessuno sa resistergli. Quello che gli arriva più vicino è Matthew Goss, l’australiano che dopo aver vinto la Sanremo per poco non infiocchetta la stagione perfetta. Circa il bronzo, ci vuole il fotofinish per assegnarlo al tedesco Greipel, che precede di pochi millimetri un comunque grande Fabian Cancellara.

AZZURRI SENZA PERSONALITA ‘ – Sugli azzurri il discorso è articolato. Premesso che il migliore, il capitano designato Daniele Bennati, è giunto quattordicesimo e quindi è legittimo parlare di fallimento, non sembra il caso di attaccare il ct Bettini per situazioni tattiche. La squadra non partiva con i favori del pronostico, ma si è mossa bene in gara fino al momento della verità: ai 4 km all’arrivo, erano in 5-6 che avevano risparmiato energie per pilotare Bennati. E’ mancata a nostro avviso la personalità: la squadra, per l’assenza di un leader carismatico, ha atteso troppo prima di prendere in mano la situazione, finendo per restare inghiottita dalle manovre degli squadroni. Certo, la presenza di una vecchia volpe come Alessandro Petacchi, avrebbe aumentato esponenzialmente almeno le chance di podio, ma lo spezzino non c’era per la decisione federale – opinabile – di lasciar fuori i coinvolti in pur pregresse vicende di doping.

IL GUIZZO DI CAV – Giustamente alla finestra quando è partita la prima fuga di giornata, gli italiani sono entrati in azione quando Gilbert, non in grado di rispettare il ruolo di co-favorito, ha mosso le pedine. Van Summeren e Kaisen rientrano sui battistrada, si forma un drappello di 11 uomini nel quale entra il nostro Paolini. Ci sono anche i francesi Roux e Offredo, c’è collaborazione, dietro i britannici – soprattutto – ma anche i tedeschi, devono guadagnarsi la pagnotta. Come prevedibile su un percorso del genere, un fattore di selezione poteva essere rappresentato da una caduta, giunta immancabile a tagliare fuori dai giochi il campione uscente Thor Hushovd. Insieme a lui, staccato Toni Martin, il che ha reso la posizione della Germania più debole. Ripresi gli attaccanti, e tra tentativi senza chance di anticipare la volata (in queste situazioni l’eroe di Francia Voeckler non manca mai), si arriva all’epilogo. Tra i favoriti, quello che arriva posizionato meglio è Peter Sagan, ma l’esperienza conta qualcosa e lo slovacco prova con un rapporto troppo duro nela pendenza finale. Dopo tanto lavoro britannico, la squadra che si presenta più compatta è l’Australia, ma a quel punto Cavendish ha messo l’iride nel mirino e fa da solo. Un degno campione del mondo, non potrebbe essere altrimenti per uno che ha vinto 20 tappe al Tour. Non c’è stata invece la media record del mondiale: 45,821 km/h, Cipollini aveva vinto in 46,238.

LE DICHIARAZIONI DEGLI AZZURRI – “Siamo rimasti troppo indietro – spiega capitan Bennati – non siamo riusciti a passare, io sono stato chiuso. Lo schema era di prendere l’ultima curva per primi, invece ci hanno anticipato e io sono rimasto imbottigliato”. “Quando il percorso è duro tutti vogliono fare la volata – dice Modolo ai microfoni Rai -. Io ero a ruota di Cancellara e sono uscito sulla sinistra chiamando Bennati, che però era chiuso sulla destra. Ci abbiamo provato, la Gran Bretagna però ha fatto un gran lavoro: sembravamo dilettanti e loro professionisti, però ce l’abbiamo messa tutta”. “Abbiamo fatto quel che si poteva – dice il campione d’Italia Giovanni Visconti – ma quando si va a quasi 50 all’ora scattare è difficile. Ci abbiamo provato e nel finale la squadra è rimasta con gli uomini giusti. Si è corso come si poteva, abbiamo cercato di rendere duro il lavoro dei britannici ma Cavendish è stato fortissimo”. Così Francesco Gavazzi: “Complimenti alla Gran Bretagna. Abbiamo fatto il nostro dovere ma la volata è un attimo”.

ORDINE D’ARRIVO
1. Mark Cavendish (GBR), 260 km In 5 h 40:27.
2. Matt Goss (AUS) m.t.
3. Andre Greipel (GER) m.t.
4. Fabian Cancellara (SUI) m.t.
5. Jurgen Roelandts (BEL) m.t.
6. Romain Feillu (FRA) m.t.
7. Borut Bozic (SLO) m.t.
8. Edvald Boasson Hagen (NOR) m.t.
9. Oscar Freire (ESP) m.t.
1O. Tyler Farrar (USA) m.t.
11. Denis Galimzyanov (RUS) m.t.
12. Peter Sagan (SVK) m.t.
13. Anthony Ravard (FRA) m.t.
14. Daniele Bennati (ITA) m.t.
15. Rui Costa (POR) m.t.
16. Manuel Cardoso (POR) m.t.
17. Philippe Gilbert (BEL) m.t.
18. Michael Morkov (DEN) m.t.
19. David Veilleux (CAN) m.t.
20. Grega Bole (SLO) m.t.
(25 settembre 2011) ©Riproduzione riservata

Classifica Medio Fondo dell’Olio 2011

Pubblicato: settembre 25, 2011 in Uncategorized

Nella GALLERIA FOTOGRAFICA, le prime foto della Medio Fondo

Ordine di arrivo

Classifica categorie

Da Nuovo Molise

CAMPOBASSO – Restare in salute è semplice: bisogna evitare abitudini a rischio. Gli operatori della Rianimazione del Cardarelli di Campobasso hanno deciso di dare il buon esempio, promuovendo la salute con la diffusione dei corretti stili di vita. Gli esuberanti rianimatori hanno fondato un gruppo di cicloturisti, il Ciclorianimatour, che da sei anni percorre in bicicletta le strade più belle d’Europa, inserendo nel tour ciclistico appuntamenti scientifici e scambi culturali con le popolazioni dei paesi che incontra. Il Ciclorianimatour è infatti impegnato nella diffusione del progetto B.Ra.IN. P.O.We.R. (Benessere RAggiunto INsieme – Promozione Obiettivo WElfare Regionale) attraverso la promozione di corretti stili di vita. Il Ciclorianimatour quest’anno ha costeggiato il Danubio, pedalando in Germania, Austria e Slovacchia dal 20 al 28 agosto 2011, da Monaco di Baviera a Bratislava.e sta già preparando la prossima edizione della manifestazione, pensando alle tappe ciclo-turistiche da percorrere ed alle prossime vette da conquistare. Continuano, intanto, gli incontri mensili del Gruppo che durante l’anno ha svolto la propria mission valutativa dello stato di salute dei partecipanti sulle strade del Molise e delle regioni limitrofe.

I Carabinieri della sezione Antidoping del Reparto Analisi con il supporto del NAS di Napoli, a conclusione di un’articolata indagine, coordinata dal sostituto procuratore Federico Manotti della Procura di Massa, hanno eseguito 4 ordinanze di custodia. Gli arrestati, due in carcere e due ai domiciliari, sono ritenuti responsabili di commercio di sostanze ad azione dopante ed associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica, falsificazione di certificati medici sportivi e reati di natura fiscale.
Nell’operazione, che ha permesso di individuare due segmenti criminosi operanti nel mondo sportivo sia professionistico che amatoriale, ci sono complessivamente 12 indagati. Un primo gruppo, capeggiato da un ex ciclista professionista, aveva costituito una rete illecita di approvvigionamento, distribuzione e somministrazione di sostanze dopanti ad atleti e sportivi. Nel corso delle attività sono infatti stati sequestrati 200 tra fiale e confezioni di medicinali a base di eritropoietina (EPO), ormoni e corticosteroidi, albumina umana (utilizzata come mascherante ai controlli antidoping), tutte sostanze vietate nella pratica sportiva, nonché numerosi farmaci di provenienza illecita e dispositivi medici. Un secondo segmento investigativo, emerso nelle verifiche di illecite prestazioni sanitarie specialistiche, ha permesso di delineare e smantellare un’associazione per delinquere finalizzata alla sistematica falsificazione di certificazioni mediche, in particolare per l’idoneità all’attività sportiva agonistica, nonché all’esercizio abusivo della professione medica ed alla commissione di reati di natura fiscale.
In particolare, il sodalizio era diretto da un medico appartenente alla Federazione Medici Sportivi, in associazione con due collaboratori, con base logistica in uno studio di Ottaviano (Napoli), frequentato principalmente da ciclisti amatoriali e sportivi di varie discipline. Il medico e i suoi collaboratori avevano creato una sorta di “tipografia” dove – in ciclostile – riproducevano certificazioni mediche per l’idoneità all’attività agonistica. Il medico dirigeva ed impartiva disposizioni ai suoi collaboratori, risultati privi di titoli medici e della necessaria specializzazione di medico sportivo, per la redazione ed il rilascio a sua firma di certificati per l’idoneità all’attività agonistica e lo svolgimento di visite, talvolta delegando l’impiego di dispositivi medici. L’aggravante a questa omissione di controllo è ancora più accentuata da episodi di false certificazioni all’attività sportiva agonistica rilasciate a minorenni avviati allo sport. Tale modus operandi illecito veniva proposto anche esternamente allo studio medico, presso manifestazioni sportive in cui il professionista era nominato medico di gara. In tre mesi le operazioni di polizia giudiziaria hanno acclarato l’attestazione di decine di certificati relativi a visite mediche sportive non eseguite o redatte, a nome e per conto dello stesso medico, dai suoi collaboratori. I falsi certificati erano così utilizzati dagli sportivi per lo svolgimento di gare amatoriali o agonistiche in diverse specialità, come nuoto, atletica leggera, ciclismo e automobilismo. Oltre alle misure restrittive, sono state condotte una serie di perquisizioni principalmente in provincia di Napoli e poi a Pisa, Prato e Latina.
L’ex ciclista professionista arrestato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Massa sul commercio di sostanze dopanti è Raffaele Illiano, 34 anni, di origine campana ma all’epoca dei fatti residente a Massa. Il medico arrestato è invece Costantino Auricchio, 33 anni. Ai domiciliari sono finiti due collaboratori di quest’ultimo che esercitavano abusivamente la professione medica. Quando i carabinieri sono arrivati a casa del ciclista poi arrestato, lui ha tentato di distruggere, bruciandoli, dei medicinali.