Archivio per aprile, 2011

Auguri a tutti voi

Pubblicato: aprile 23, 2011 in Uncategorized

Vansummeren signore del pavè

Pubblicato: aprile 10, 2011 in Uncategorized

Il belga Johan Vansummeren ha vinto a sorpresa la Parigi-Roubaix. Il 30enne corridore del Team Garmin-Cervelo si è imposto nella 109/a edizione della classica del pavè tagliando da solo il traguardo dopo 258 km. Vansummeren ha preceduto di 19″ lo svizzero Fabian Cancellara (Leopard Trek), grande favorito alla vigilia e protagonista nel finale di un impressionante ma tardivo tentativo di rimonta. Al terzo posto l’olandese Maarten Tjallingii (Rabobank). Il migliore degli italiani è stato Alessandro Ballan (BMC), sesto a 36″. Caduto Pozzato.

RE PER SEMPRE — “Resterò il vincitore di una Parigi-Roubaix per tutta la mia vita”, ha commentato Vansummeren. “Io so quello che posso o non posso fare. Per la maggior parte delle corse, sono al servizio della squadra e mi sento felice quando posso aiutare i miei compagni di squadra. Mi fa però molto piacere quando, qualche volta, sono gli altri che aiutano me”.

sorpresa — Dopo Matthew Goss alla Sanremo e Nick Nuyens al Giro delle Fiandre, quello di Johan Van Summeren è la terza Classica a risolversi con un epilogo a sorpresa. A 30 anni suonati, come il connazionale Nuyens, Vansummeren ha sfruttato l’occasione di una vita, scappando via al gruppetto dei battistrada (con l’italiano Quinziato) su uno dei tratti a cinque stelle di pavè, il Carrefour de l’Arbre. Ai -14 dalla fine, il belga che fino ad oggi vantava solo due vittorie in carriera, una tappa e la classifica finale del Giro di Polonia 2007, esplode in una progressione “alla Cancellara” mantendendo il piccolo vantaggio fino al secondo giro sul Velodromo di Roubaix.

Ordine d’arrivo: 1. Johan VANSUMMEREN (Bel, Garmin); 2. Fabian Cancellara (Svi, Leopard) a 19″; 3. Maarten Tjallingii (Ola, Rabobank); 4. Rast (Svi); 5. Bak (Dan) a 21″; 6. Ballan (Ita) a 36″; 7. Eisel (Aut) a 47″; 8. Hushovd (Nor); 9. Flecha (Spa); 10. Hayman (Aus); 11. Guesdon (Fra); 12. Boom (Ola); 13. Selvaggi (Ita); 14. Roelandts (Bel); 15. Docker (Aus); 24. Quinziato (Ita) a 3’43”; 77. Oss (Ita) a 12’58”.

Paesi Baschi amari per Ivan Basso. Il capitano della Liquigas-Cannondale si è fermato oggi durante lo svolgimento della terza tappa della Vuelta Pais Vasco. La decisione è stata presa dalla squadra insieme del corridore dopo che le sensazioni del mattino erano tutt’altro che buone.
«Ho appreso della situazione dai diesse Scirea e Mariuzzo» afferma il team manager Roberto Amadio «e dopo un colloquio con il nostro staff medico abbiamo optato per uno stop precauzionale. Le cattive sensazioni provate da Ivan ci inducono a pensare che i problemi di salute sofferti durante la Tirreno-Adriatico abbiano lasciato qualche strascico. Riteniamo necessario che Ivan si fermi, riposi e si sottoponga ad approfondimenti medici con il dottor Corsetti. Non vogliamo assolutamente correre il rischio di pregiudicare la sua partecipazione ai prossimi, importanti appuntamenti».
Con voce dispiaciuta Basso spiega che la decisione di fermarsi è stata «sofferta ma necessaria. In queste due prime tappe ho tenuto duro per rimanere con i primi ma le sensazioni, in corsa, peggioravano di giorno in giorno. Già in Catalogna non mi sentivo brillante ma pensavo fosse una situazione passeggera. Parlando con i diesse e poi con Amadio abbiamo deciso che la scelta migliore fosse quella di fermarsi. Sono alquanto dispiaciuto ma in vista di due corse come Fleche Wallonne e Liége-Bastogne-Liège non potevo correre rischi».
Basso rientrerà in Italia domani, dopodiché verrà definito di concerto con il management della Liquigas-Cannondale e con il medico sociale dottor Roberto Corsetti i passi necessari da compiere per un completo recupero. Insieme a lui tornerà anche Mauro Finetto, fermatosi anch’esso durante la tappa odierna: nei prossimi giorni sarà sottoposto ad ulteriori approfondimenti per capire la natura del malessere.

Tutto si può dire di questo ciclismo meno che non ce la metta tutta per essere vivo e palpitante. Perché quando vedi i big del plotone darsi battaglia senza esclusione di colpi in un finale ricco di azioni e colpi di scena, non puoi non entusiasmarti. Lo spettacolo è bello e appassionante anche se alla fine il prestigioso Giro delle Fiandre, finisce in mano ad uno stagionato outsider belga, il 31enne di Bevel (Anversa) Nick Nuyens , gambe tozze e stramuscolate, alla sua 19esima vittoria da prof. Una carriera modesta ma concreta alle spalle con una Parigi-Bruxelles (2004) una Het Volk (2005), due GP di Wallonie (2004 e 2009). Beffato il dio del ciclismo di casa. Tom Boonen finisce ai piedi del podio. Battuto il favoritissimo svizzero Cancellara. Gli italiani si comportano bene, anche se il podio ancora una volta è lontano e il pedale nostrano è praticamente scomparso dalle grandi classiche da quando Cunego si impose nel “Lombardia del 2008. Ed è soprattutto Alessandro Ballan, già dominatore nel 2007 ad infiammare i tifosi. Il veneto c’è quando la corsa si infiamma – manco a dirlo – sul mitico Grammont. Lo svizzero Cancellara, crolla di schianto dopo il solito numero: uno scatto in puro stile motocilistico in cima al Leberg 14° dei 18 “muri” di questa edizione. Francobollato dal francese Chavanel già in avanscoperta per conto di Boonen addirittura dai meno 70. “Ha perso un minuto in meno di un minuto”, osserva paradossale e sarcastico Francesco Moser indimenticato dominatore di tre Parigi-Roubaix. E sul web si sono subito scatenati i commenti: “Visto? Stavolta il motore non ce l’aveva nella bici” postano i blogger a raffica, ghignando. Non meno acidi i colleghi. “Ha voluto esagerare ed è stato punito: ci voleva trattare come fossimo amatori, ma io ero sicuro che lo avremmo ripreso”, dice Gilbert, l’ultimo re del “Lombardia” “Ha osato troppo”, aggiunge Ballan. “Ha pagato il fuori giri”, commenta Pozzato che giustifica l’ennesimo flop (sparito dal Grammont in avanti; 38° sul traguardo…) con la condizione. “Non super” e i crampi. Ecco, i crampi: parola magica solitamente sulla bocca del corridore che non ce la fa più.“Avevo i crampi sul Grammont – confessa anche Cancellara – sono forte, ma non sono Superman per resistere all’inseguimento di una squadra intera”. (la BMC che in 15 chilometri fra il Tenbosse e il Muur ha annullato il suo vantaggio n.d.r.). Insomma il “diretto di Berna” stavolta si deve rassegnare al ruolo di semplice accelerato. E comunuqe non molla. E Ballan sul Grammont gli resiste assieme a Gilbert. Sembra la fuga buona. Poi le carte si mischiano ancora, ma l’ex iridato di Varese dialoga da pari a pari con i grandi. E’ il primo a rispondere quando il Gilbert attacca sul Bosberg, l’ultima asperità. E si permette anche il lusso di tentare un assolo ai meno 7 , con una progressione tutta volontà e poco pedale. Subito contrato da Nuyens. “Mi sono mancate un po’ le gambe negli ultimi 10 chilometri – confesserà – ma ora mi sento come quello di quattro anni fa (quando vinse ul traguardo di Meerbeke, n.d.r.). Una promessa per la Roubaix domenica.

Srm e Sram insieme

Pubblicato: aprile 2, 2011 in Uncategorized

Il marchio americano lancia una guarnitura propria dotata del misuratore di potenza Srm. La versione con perno Bb30 è anche leggera, pesa circa 800 grammi. Non sarà certo economico, ma si rivolge a una clientela speciale, soprattutto i ciclisti che sulla bicicletta ci lavorano, i “pro”. Naturale, quindi, investire del denaro per migliorare le proprie prestazioni attraverso allenamenti mirati e la scelta dei materiali migliori. Certo, chi passa tanto tempo in bici dovrebbe sviluppare una sensibilità particolare, ma si sa il riscontro dei numeri è in grado di fugare quasi tutti i dubbi. Pedalare e “quantificare” ogni istante del proprio impegno (a questo serve un misuratore di potenza) aiuta a essere più precisi nella scelta dei mezzi di allenamento e di verificare “random” la qualità del proprio allenamento. Anche noi lo stiamo usando per testare i prodotti e anche per divertirci, perché alla fine la tecnologia serve anche a questo. “Giocare” con l’allenamento è facile: trovato il punto di soglia, affermazione ormai generica, ma comunque indicativa di uno sforzo sostenibile per un’ora, si possono percorrere lunghi tratti al medio, brevi ripetute al 90% delle possibilità, tratti cronometrati “a tutta”, oppure intervalli in salita fuori soglia. Finalmente è pronta anche la versione compatta, con giro viti di 110 mm, l’ormai classico 50-34, comodo per tutti e anche più leggero della versione con giro viti di 130 mm (53-39 per esempio). Il movimento è Bb30, il peso scende ancora di più, ma c’è anche l’opzione Gxp adatto alla bussola filettata. Il ciclocomputer? Il “suo”, prodotto dalla stessa Srm, si chiama Power control 7, noi stiamo utilizzando il Garmin Edge 800, compatibile con il protocollo di trasmissione dei dati Ant+. La prova completa della guarnitura Sram S975 Srm sul fascicolo di Ciclismo di maggio 2011.