Archivio per gennaio, 2011

Andy Schleck, l’eterno 2º nelle grandi corse a tappe (Giro d’Italia 2007, Tour de France 2009 e 2010), potrebbe ritrovarsi sul trono di Francia se verrà confermata la squalifica per doping di Alberto Contador, il vincitore dell’ultima Grande Boucle.

Andy, che effetto fa vincere il Tour a tavolino?
«Non ci ho ancora pensato. Il Tour avrei voluto vincerlo battendo Alberto sulla strada. E forse ci sarei già riuscito, senza l’incidente meccanico dell’anno scorso. Vincere così, invece, mi piace meno».

Non è assurdo che non si sappia ancora chi ha vinto l’ultima Grande Boucle?
«Certo, è incredibile. Spero ancora che Alberto dimostri la sua innocenza e possa correre il prossimo Tour. Dove vorrei provare a batterlo».

L’Uci non pare dare troppe speranze allo spagnolo, dunque in Francia sarà lei l’uomo da battere. Contador a parte, che teme?
«Uno su tutti: Ivan (lo chiama per nome e si riferisce a Basso, ndr). Ha classe, esperienza, lavora come nessun altro e al Tour è sempre cresciuto, andando già due volte sul podio. Sarà l’avversario da marcare più stretto».

È vero che, per batterlo, ha cambiato preparazione?
«Sì. Lavoro più su forza e potenza, con allenamenti meno lunghi ma più intensi, facendo anche molta palestra. Per questo ho preso tre chili di peso, spero di muscoli. Ho anche corretto la posizione in bici per le cronometro».

Lei ha vinto una Liegi e sfiorato un Lombardia: per il 2011 pensa solo al Tour?
«No, anzi. Prima punterò ad Amstel, Liegi e anche Freccia. Ma il Tour è il Tour».

Niente Milano-Sanremo?
«Non è fatta per me, troppo veloce e anche pericolosa».

Lei sfiorò il successo al Giro: non le va di riprovarci?
«Prima o poi lo farò, ma quest’anno punto al Tour e sono ancora troppo giovane per puntare a due grandi corse a tappe consecutive».

Bjarne Riis, suo ex team manager alla Saxo, la cacciò dalla Vuelta 2010 per il suo comportamento «non idoneo» (Schleck rientrò in hotel a tarda notte e alticcio). È per quello che ha cambiato team, contribuendo a creare la nuova squadra lussemburghese Leopard?
«No, l’avevo deciso già prima. Alla Vuelta fui io a sbagliare».

Lei e suo fratello Frank spesso siete stati nel mirino dell’antidoping: che cosa pensa del passaporto biologico?
«Va sicuramente migliorato, vedi il caso Pellizotti (prima sospeso, poi scagionato dopo quasi un anno, ndr), ma mantenuto e sviluppato».

Dunque non si sente «agli arresti domiciliari», come alcuni suoi colleghi, per i tanti controlli cui sono sottoposti?
«É un male necessario. Io l’anno scorso, solo per il passaporto biologico, ho subìto una cinquantina di prelievi di sangue, più quelli di sangue e/o urine da parte di Uci, Wada e del mio team. Per fortuna adesso le nostre reperibilità possono essere comunicate non solo con fax o e-mail, ma anche via sms. Il cellulare mi ha già salvato un paio di volte».

I test antidoping nel ciclismo sono tanti, ma anche i corridori risultati positivi…
«Certo, è vero. Eppure sono convinto che il ciclismo sia lo sport più pulito di tutti».

Può ripetere, per favore?
«Lo confermo e la spiegazione è semplice: siamo gli atleti più testati in assoluto. Soltanto nuoto e atletica hanno controlli simili ai nostri. Che dire invece di tennis o calcio? Non è un caso che nel ciclismo siano stati smascherati anche molti big: dimostra che da noi l’antidoping è capillare e non guarda in faccia a nessuno».

Ma c’è qualcosa che proprio non le piace nel ciclismo dei nostri tempi?
«Sì: è assurdo che vietino l’uso delle radioline in corsa. Ne va della nostra sicurezza. E se c’è un ostacolo in strada? O un’ambulanza che per emergenza deve procedere in senso contrario alla corsa? Io, come mio fratello e tanti altri corridori, sono già stato salvato anche grazie agli auricolari. Certo, vanno regolarizzati. Ma vietarli del tutto è una follia».

Proposta interessante

Pubblicato: gennaio 31, 2011 in Uncategorized

Stop alle radioline

Pubblicato: gennaio 30, 2011 in Uncategorized

Voi cosa ne pensate?

L’UCI, il 1 ottobre 2010, ha modificato il regolamento vietando l’utilizzo delle radioline in tutte le gare escluse le prove di World Tour. La prima “protesta” degna di nota è però avvenuta solamente nel mese di gennaio, quando, al Tour de San Luis, la Liquigas ha lasciato la propria ammiraglia ferma ai box in segno di protesta. Ieri si è iniziato a correre anche in Europa, senza radio e senza particolari proteste.

A parole tutti sono contrari a questo divieto, ma, nel concreto, tutti subiscono passivamente questa assurda decisione dell’UCI.

Da Aigle affermano che questa modifica è motivata dall’esigenza di avere più spettacolo, noi ci chiediamo se il maggiore spettacolo debba obbligatoriamente passare dalla carenza di informazioni.

Ragionando per assurdo, sarebbe come affermare che se in una partita di calcio le due squadre non sapessero il risultato parziale e non avessero a bordo campo l’allenatore giocherebbero meglio. Può darsi, ma assistere ad un 5-4 giocato in modo più simile ad un film comico che ad uno sport professionistico crediamo possa divertire in pochi.

Allo stesso modo, anche in una gara ciclistica senza né capo né coda crediamo che il divertimento non sarebbe particolarmente elevato.

L’UCI sta puntando sulla figura dei Diesse, addirittura istituirà un supercorso nel quale gli aspiranti Direttori Sportivi professionisti dovranno dimostrare di parlare correttamente almeno due lingue. A cosa servirà questo corso, dato che la figura del D.S., con questa modifica regolamentare viene ridotta a quella di autista ? Servirà forse a parlare correttamente l’inglese con il meccanico seduto sul sedile posteriore ?

Solo nel ciclismo si poteva andare a proporre una modifica regolamentare che porta tutto indietro di dieci anni. Anziché pensare di andare a trasmettere in televisione le comunicazioni via radio, in maniera simile a ciò che avviene nella Formula Uno, o come avviene nel calcio con il “bordocampista”, collocato a pochi metri dall’allenatore, si è pensato di vietare le comunicazioni.

Non vogliamo sempre parlare male di Di Rocco, ma, anche in questo caso, avrebbe dovuto ricordarsi di essere Vice Presidente UCI, eppure, nonostante in Italia difendesse l’utilizzo delle radio, non ha fatto nulla per impedire questo divieto.

Del resto, lo abbiamo sentito dire anche dagli “uomini della strada” che le radio limitano lo spettacolo, e così prepariamoci a vivere un intenso spettacolo fatto di gaffe ed errori tattici, dando così origine ad un costante spettacolo comico in stile “Mai dire ciclismo” … se a voi piace questo, siete i benvenuti.

Settima edizione di miss ciclismo

Pubblicato: gennaio 30, 2011 in Uncategorized

E’ partita ufficialmente la settima edizione di Miss Ciclismo, concorso di bellezza nazionale riservato alle ragazze che utilizzano la bicicletta anche a livello non agonistico. L’edizione 2011 parte sotto i migliori auspici, infatti, all’apertura della fase web sono già 42 le ragazze iscritte.

“Questa sarà una grande edizione, non vogliamo essere presuntuosi, ci limitiamo ad analizzare i numeri: l’anno scorso abbiamo terminato con 41 iscritte, quest’anno iniziamo con 42 nuove ragazze – sottolinea il Presidente Matteo Romano – nel 2010 abbiamo avuto quattro Selezioni Territoriali, mentre per il 2011 abbiamo già numerose richieste da diverse località e nei prossimi giorni stileremo il calendario”.

La formula è quella consolidata: le settimane di votazione si divideranno in “Settimane IN” e “Settimane OUT”, in quelle IN la più votata accederà alla prefinale nazionale, mentre in quelle OUT la meno votata sarà eliminata dal concorso.

Quest’anno sono nove le Regioni rappresentate, la partecipante “media” ha 21,5 anni, è alta 1,70, pesa 52,3 Kg e le sue misure sono 86,4 – 63,4 – 88, la regione più rappresentata è la Lombardia con quindici iscritte.

Tra le iscritte alcune ragazze reduci dalla prefinale nazionale e dalla finalissima di Miss Italia “Il concorso sta crescendo a vista d’occhio, tutti ci stiamo impegnando al massimo per migliorarci sempre più. Miss Ciclismo – prosegue l’ideatore Matteo Romano – quest’anno la qualità è veramente alta e sicuramente chi vincerà questa edizione sarà una Miss Ciclismo più che degna”.

Nel 2008, il concorso di Miss Ciclismo è stato vinto dalla bergamasca Elena Morali che nella scorsa stagione è stata una delle protagoniste de “La Pupa e il Secchione” e di “Colorado Cafè”, entrambi programmi di Italia Uno

Oltre al presidente Matteo Romano, lo staff di Miss Ciclismo è composto dal vice presidente Alex Carera, dalla segretaria Tiziana Musarra e dai consiglieri Stella Morea e Fabrizio Oioli.

Ogni giorno è possibile votare collegandosi a http://www.missciclismo.it. Questa prima settimana di votazione, sarà una “Settimana IN”, quindi chi risulterà la più votata domenica 6 febbraio, sarà la prima prefinalista.

Le iscrizioni non sono però chiuse e fino al 20 febbraio chi volesse partecipare può iscriversi attraverso l’apposito form del sito ufficiale http://www.missciclismo.it.

Un carburante di buona qualità

Pubblicato: gennaio 27, 2011 in Uncategorized

L’acquisto dello storico pastificio ” la Molisana” segna un importante nel panorama economico ed imprenditoriale della regione. Un’acquisizione avvenuta non senza difficoltà per tutti gli intrecci economici e giuridici che spesso si accompagnano a questi eventi.

“Completiamo la filiera – ha detto l’amministratore delegato Giuseppe Ferro oggi in conferenza stampa- producendo semola con le migliori miscele di grano che arrivano dall’Arizona, facciamo la pasta e la confezioniamo”.

La famiglia Ferro lo scorso anno ha festeggiato i cento anni di attività, conseguendo successi e raggiungendo l’unico grande obiettivo che e poi la sua mission: la qualità conseguita con un lavoro continuo fatto di passione, slancio, entusiasmo. Nonostante i sette anni di blocco de ” La Molisana” la famiglia Ferro guarda al futuro ed al rilancio dell’azienda prefiggendosi due appuntamenti importanti quello del 2011 con la riorganizzazione dell’industria e degli investimenti tecnologici e quello del 2012, centenario de “La Molisana”, con il restyling del nuovo marchio e del nuovo coordinato.

Artefici di questo importante tasselllo economico ed imprenditoriale regionale, sono il presidente Vincenzo Ferro, l’amministratore delegato Giuseppe Ferro, la responsabile Marketing Rossella Ferro, unica presenza femminile dell’azienda, Francesco Ferro responsabile del personale e Flavio Ferro responsabile di stabilimento.

Basta la punta!

Pubblicato: gennaio 26, 2011 in Uncategorized

Ci vuole poco quando non fa troppo freddo per proteggere i piedi. Giusto le punte, le estremità, che se si raffreddano sono dolori… Sono facili da usare, si infilano sulle punte delle scarpe in due secondi, senza strane contorsioni e cerniere che non si vogliono chiudere. Sono leggeri, in materiale antivento sintetico, in unica taglia (per ora). Sono resistenti anche all’acqua. Li abbiamo provati nell’ultimo week end, con temperature comprese tra 10°C e 5°C e dobbiamo dire che funzionano bene. Il piede non soffre il freddo, si apprezza la possibilità di gestire a piacimento le chiusure della tomaia, cosa praticamente impossibile con i copri scarpe tradizionali.

Non chiude ancora del tutto con il ciclismo, ma dall’Australia Lance Armstrong dice addio alle gare internazionali. Quest’anno il sette volte vincitore del Tour prenderà parte solo a competizioni in patria, come il Giro della California, a maggio, ma per quanto riguarda le grandi competizioni internazionali, a cominciare dal Tour, ha deciso di dire basta: quella del 2010 è stata l’ ultima apparizione in Francia.

Il ciclismo futuro per Lance Armstrong è tutto in America e riguarda gare amatoriali, triathlon, mountain bike. Tornato nei giorni scorsi nel mirino dell’ Antidoping americana, Armstrong ha preferito dall’Australia fare il gesto di appendere la bicicletta al chiodo e dire addio una volta per tutte ai riflettori del grande ciclismo internazionale. Dal Tour Down Under (vinto dall’australiano Cameron Meywer, mentre lui ha chiuso in 65/ma posizione), Armstrong dal palco di Adelaide ha fatto capire che vuole chiudere una volta per tutte.

«Adelaide mi mancherà – ha commentato ricevendo in dono un paio di stivaletti australiani e mimando il gesto di appenderli al chiodo -. Lascio con la consapevolezza che ho dato il meglio di me stesso e non sento la necessità che mi diano una targa per ciò che ho fatto o che mi facciano una statua». Per lui si è trattato dell’ultima trasferta ufficiale in Australia per il Tour Down Under. E così sarà per il resto della attività internazionale.

Armstrong resterà negli Stati Uniti, dove l’investigatore che da anni indaga su di lui, l’agente della Food and Drug Administration Jeff Novitzky (una sorta di Guariniello d’America) è tornato recentemente all’attacco. Per l’ennesima volta media importanti in America come il New York Times o la CNN, riferendo delle indagini di Novitzky, sono tornati a mettere il nome di Armstrong in prima pagina. E le accuse mosse nei suoi confronti da alcuni suoi ex compagni di squadra, secondo i quali anche lui nel corso della sua carriera sarebbe stato toccato dal doping, sono tornate a circolare con insistenza.

Armstrong, a 39 anni, è al suo secondo ritiro dalle gare. Il primo risale al 2005: al termine di quell’edizione del Tour de France annunciò che lasciava il ciclismo agonistico. Quattro anni dopo, però, tornava a competere a livello internazionale, e nel Tour 2009 ha conquistato il terzo gradino del podio. Ma intorno a lui i sospetti sono stati una costante. Accusato esplicitamente da campioni americani come Greg Lemond e Floyd Landis (suo compagno di squadra), Armstrong ha sempre negato di aver fatto ricorso al doping. In occasione del suo ritorno all’attività agonistica, tra la fine del 2008 e l’inizio della stagione 2009 venne sottoposto a 24 controlli a sorpresa. Nessuno di essi diede esito positivo. Tuttavia le indagini continuano. Lui si è detto pronto a collaborare, come sempre.

L’aria di origine artica ha raggiunto le regioni dell’italia centro-settentrionale. Intense nevicate vengono segnalate sulla romagna meridionale, nelle aree interne marchigiane (fino a 60 cm sui 600 metri nella provincia di PU) e spruzzate notturne nel lazio orientale, in Abruzzo e nel nostro Molise oltre quota 800/900 metri. Nelle prossime ore tenderà ad approfondirsi un minimo di bassa pressione che muoverà dal medio tirreno verso la lucania/murgia barese fino al gargano. In tale contesto le condizioni meteorologiche sulla nostra regione…

Pubblicato: gennaio 20, 2011 in Uncategorized

Il 2011 sarà una stagione importante durante la quale i tecnici Campagnolo lavoreranno a strettissimo contatto con i corridori professionisti per mettere alla frusta le performance, la qualità e l’affidabilità di ruote e componenti Campagnolo. Gruppo elettrico compreso che, per il momento, verrà utilizzato dal solo team Movistar (non si sa nemmeno se in tutte le corse e per tutti i componenti). Fin dagli inizi, il binomio Campagnolo/Pro Riders è stato il punto di partenza dal quale l’azienda vicentina è partita per rivoluzionare il modo della bici e per raggiungere l’eccellenza. Per questo motivo Campagnolo anche per il 2011, ha deciso di mantenere alto l’impegno nel mondo delle competizioni, sponsorizzando alcune fra le più importanti squadre nel panorama professionistico, sia nel circuito Pro che in quello Continental. Anche quest’anno i campioni Campagnolo utilizzeranno i gruppi Record™ e Super Record™ a 11 velocità e le ruote Campagnolo® , in alluminio e in carbonio. Sulle bici di tre squadre compariranno le ruote Fulcrum, marchio che appartiene alla Campagnolo. Di seguito l’elenco dei team 2011

inoxcorsi

Per informazioni aprire il documento INOXCORSI, allegato