Archivio per dicembre, 2010

No ai botti di capodanno

Pubblicato: dicembre 31, 2010 in Uncategorized

Look 695

Pubblicato: dicembre 31, 2010 in Uncategorized

Più integrato possibile. Avranno pensato qualcos del genere i progettisti della Look quando hanno concepito la nuova bicicletta 695. Reggisella, serie sterzo e movimento centrale sono nate per fondersi perfettamente assieme al telaio, così come la forcella e l’attacco manubrio. Per il telaio è stato utilizzato il concetto CFD (Continuous Fiber Design) che permette a tutte le fibre di lavorare lungo il loro asse migliore. Nessun dettaglio è lasciato al caso, così come i forcellini posteriori che vengono realizzati direttamente in fase di stampaggio dei foderi posteriori. Il vantaggio è nel rapporto peso e affidabilità visto che in questo modo la struttura è davvero solidale.

La scatola del movimento centrale permette il montaggio di cuscinetti da 65 millimetri e accoglie il sistema di pedivelle e guarnitura monoblocco Zed2. Spider, pedivelle e asse sono un pezzo unico (con forma a Z, appunto) che vengono applicate direttamente nel telaio grazie proprio alla scatola oversize. Un sistema, cuscinetti esclusi, dal peso di appena 320 grammi. all’estremità delle pedivelle è presente un inserto che permette di variare la posizione del pedale così da montare la pedivella con lunghezze da 170, 172,5 o 175 millimetri.

L’attacco manubrio C-Stem è realizzato appositamente per questo telaio e riprende la forma del tubo superiore. Il sistema di serraggio brevettato permette di regolare l’inclinazione da -9° a +13° evitando, così, l’aggiunta di distanziali. Rigidità e leggerezza sono assicurate, per questo componente dall’impiego del carbonio e dall’uso di viti in titanio. E alla fine il peso si ferma a 160 grammi.

La serie sterzo Head Fit 3 dissocia la regolazione dello sterzo dal serraggio dell’attacco manubrio. La serie sterzo viene regolata agendo direttamente sull’anello in carbonio. La forcella HSC 7 è stata quantificata in 15 punti percentuali di rigidità in più e 16 di leggerezza rispetto alla versione precedente (HSC 6). Pesa 295 grammi ed è realizzata in un pezzo unico di carbonio ad altissima resistenza.
Il reggisella E-Post non è una novità in casa Look. È isolato dal telaio mediante l’impiego di elastomeri che assorbono le vibrazioni.

Un 2011 con dodici mesi di cose belle

Pubblicato: dicembre 28, 2010 in Uncategorized

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I watt sotto i piedi

Pubblicato: dicembre 27, 2010 in Uncategorized

La tedesca O-synce propone un misuratore di potenza integrato nei pedali, sistema simile a quello lanciato da Look e Polar all’Eurobike dove, in realtà, era presente anche questa piccola azienda tedesca. Tecnicamente il prodotto è apparentemente identico: sui due perni dei pedali, infatti, si trovano celle di carico che misurano di volta in volta la pressione applicata dalla gambe sui pedali stessi. Il valore viene tradotto in watt di potenza. La cosa interessante deriva dalla leggerezza del sistema e dalla facilità con cui si può mettere o togliere dai perni delle pedivelle. Anche se quando ci si abitua a pedalare controllando la potenza difficilmente si riesce a farne a meno. Nell’immagine si nota il pedale vincolato alla leggerissima pedivella Clavicula prodotta dall’azienda tedesca Thm carbones. Quando sarà pronto? Difficile dirlo con certezza, così come per il prodotto Look-Polar la fase di test sembra dilatarsi più del dovuto. Per info: http://www.o-synce.com.

La festa del ciclismo molisano della scorsa settimana è stata l’occasione per fare il bilancio della stagione 2010 e di guardare al 2011.

Nel corso della sua relazione iniziale, il presidente del Comitato regionale Fci Silvestro Belpulsi ha scattato la ‘fotografia’ del movimento del pedale regionale: “Siamo la quattordicesima regione d’Italia per rapporto tra tesserati e popolazione, e se facciamo questo confronto prendendo in considerazione i risultati guadagniamo anche qualche posizione in alcune categorie.

Gli esordienti e gli allievi, in particolare, ci hanno regalato diverse soddisfazioni nell’ultima stagione.

Poi abbiamo i nostri fiori all’occhiello, i tre professionisti (due dei quali, Appollonio e Testa, hanno preso parte alla festa) che ci danno lustro anche oltre i confini nazionali”.

Raffrontando numeri e risultati del 2010 col 2009, si può notare che il numero di gare organizzate è rimasto praticamente lo stesso.

Per quanto riguarda i tesserati, la crescita dell’attività amatoriale compensa un leggero calo nelle categorie giovanili.

Calo quest’ultimo, peraltro, comune a tutte le altre regioni, comprese quelle dove il ciclimo è radicato da sempre.

Un segnale positivo, per il Molise, è giunto dalla partecipazione di tre società (di solito ne gareggiava soltanto una) al meeting dei giovanissimi.

Il 2011 sarà l’anno del ritorno del Giro d’Italia in Molise, con la partenza della tappa che arriverà a Teramo. “Un evento importante, non solo dal punto di vista sportivo.

Per la regione, e per Termoli in particolare, sarà un’importante occasione di promozione del territorio. Per noi della Federciclismo un’opportunità per avvicinare più gente al nostro sport”.

Su questo tema è intervenuta Giusy Vergallo, assessore allo sport del Comune di Termoli: “Ci siamo messi in moto con le strutture ricettive della città per accogliere la carovana rosa. Stiamo avviando iniziative di promozione enogastronomica della nostra realtà”.

Nicola D’Ascanio, presidente della Provincia di Campobasso, si è soffermato sull’aspetto della sicurezza: “Sono un cicloamatore e conosco il problema.

Bisogna affrontarlo, dando alla possibilità agli appassionati di questo splendido sport di poterlo svolgere senza rischiare la propria incolumità”.

Flavio Milani, vice-presidente della Federazione nazionale, si è complimentato con la Federciclismo Molise per i risultati raggiunti e per i vari progetti portati avanti.

“A livello federale c’è grande attenzione per il movimento del centro-sud. Una regione come il Molise sta facendo grandi cose”.

E nella prossima stagione, si rinnoveranno gli appuntamenti del Trittico regionale e del Trittico dell’Adriatico. Le date delle gare verranno annunciate in occasione della presentazione del calendario.

Cari amici ciclisti. nelle vostre uscite in bici attenetevi scrupolosamnete ale disposizioni impartite dall’Anas Molise.

CAMPOBASSO, 14 DIC – L’Anas comunica che, per tutto il periodo invernale, per circolare su gran parte delle strade statali del Molise, anche se non ci sono nevicate in corso, e’ obbligatorio avere a bordo catene da neve o montato pneumatici invernali.

Il provvedimento, scattato lo scorso 13 dicembre e che restera’ in vigore fino al 15 aprile, e’ stato emesso in attuazione delle recenti norme che hanno modificato alcune disposizioni del Codice della strada.

Nella sezione Medicina dello Sport, il Dott. Di Marzo, ci spiega con linguaggio accessibile a tutti, le caratteristiche delle fibre muscolari.

Consultate la sezione allenamento, troverete i consigli del Dott. Di Marzo, utili per programmare un corretto allenamento invernale.

Immaginate la bicicletta. Quel che viene in mente ad una sollecitazione del genere è l’immagine del telaio da corsa, oppure di una mountain bike. Comunque, per forza di cose, qualcosa di già definito e visto. La struttura del triangolo anteriore (che poi sarebbe un quadrilatero, ma ormai è acquisito nel “gergo” come triangolo), il carro posteriore che “contiene” la ruota motrice e la forcella che sovrintende alla ruota anteriore.

In alto, una vista panoramica della bicicletta. Cliccare sulle immagini per ingrandirle

All’interno di questa struttura i costruttori si sono mossi, negli anni, per trovare le soluzioni geometriche secondo le loro esigenze e convinzioni.

È vero pure che c’è stato pure chi ha provato a modificare questo disegno acquisito scontrandosi prima o poi con il regolamento.

Quella che presentiamo di seguito, tuttavia, è una soluzione ancora diversa rispetto a quanto visto finora. Si tratta di un brevetto proposto da un appassionato di tecnica ciclistica che nella vita fa tutt’altro, ma ha voluto portare avanti la sua idea fino a realizzare una bicicletta finita con il telaio di sua concezione.

Riccardo Nencioni è un commercialista che ha passato i settant’anni e pedala da sempre. E proprio in sella ha pian piano maturato l’idea di una bicicletta che gli permettesse un maggiore controllo e stabilità di guida.

Lui l’ha definita “ciclo ad assetto variato” per descrivere rapidamente la diversa distribuzione delle sollecitazioni all’interno del telaio e, di conseguenza, anche sulle due ruote. Modifica che si ripercuote direttamente sulla conduzione del mezzo.

L’idea di Nencioni è di rendere il telaio meglio equilibrato e quindi più scorrevole e maneggevole. In grado di rendere bene in salita ma anche di essere più efficace in discesa permettendo un migliore recupero della velocità.

Il tutto, come specifica Nencioni nel suo brevetto, partendo comunque da componenti facilmente reperibili in commercio. In sostanza, osservando la bicicletta che ne è venuta fuori, l’unica “anomalia” rispetto alla bicicletta da corsa tradizionale cui siamo abituati, è il telaio. Il resto dei componenti sono assolutamente di serie.

L’idea del brevetto, per rendere migliore l’equilibrio delle masse, è di avere uno scarico degli sforzi più diretto sul mozzo posteriore di quanto non avvenga con un telaio tradizionale.

«E questo si sente molto quando si va in discesa – chiarisce Nencioni – ho percorso tanti chilometri in bicicletta, ma la stabilità data da questa bici si sente notevolmente.

«Poi – prosegue – se osservi il tubo superiore del telaio, vedi che è molto più lungo rispetto a quanto non sia su un telaio con disegno tradizionale. Nella bicicletta che ho fatto realizzare per me ci sono addirittura sette centimetri in più e questo va tutto a vantaggio della stabilità. Nelle curve strette questa bicicletta asseconda la strada in maniera impressionante».

Il telaio che ne deriva è piuttosto curioso a vedersi ma, se si fa caso alla disposizione degli appoggi, il ciclista non subisce alcuna modificazione nella posizione in sella. E se vi sembra molto strano quel tubo piantone (se ancora si può chiamare così) tanto curvato, sappiate che, in questo caso, si tratta più che altro di un estro del disegnatore.

«Ho fatto realizzare anche altri telai con una geometria leggermente diversa ma di identico principio dinamico – chiarisce l’inventore – e devo dire che sono riusciti veramente bene anche dal punto di vista estetico».

La modifica più importante concepita da Nencioni è la disposizione del cannotto sella che si infila in una sezione di tubo in linea con i pendenti posteriori. Il piantone curvato in avanti svolge unicamente il ruolo di congiunzione tra il tubo obliquo e la parte superiore della struttura. A ben guardare la disposizione del cannotto sella si rivela anche favorevole rispetto al classico nodo di sella poiché il peso del ciclista non va a gravare proprio nel punto della chiusura poiché l’inclinazione è opposta.

Il primo prototipo, che vi facciamo vedere in questo articolo, è realizzato in acciaio «Ma solo perché è il materiale più facilmente lavorabile per l’esigenza di realizzare un pezzo unico – spiega Nencioni – nulla vieta di impiegare altre soluzioni. Il principio geometrico, ovviamente, non cambia».

E nemmeno risulta scomoda una bicicletta con un telaio del genere perché, spiega ancora l’inventore, comunque le vibrazioni si disperdono lungo il telaio così come avviene con una bicicletta dal telaio tradizionale.

Poi, ovviamente, dipende anche dai materiali adottati.

Per realizzare questa bicicletta Nencioni si è rivolto ad un artigiano della sua zona (Mantova); Lucio Malagnini. Il lavoro che ne è uscito fuori è molto pulito e con Magnini ha potuto ottimizzare la realizzazione di un progetto che è la soddisfazione di un’idea nata in sella durante tanti chilometri.

Nencioni non pensa ad industrializzare la sua bicicletta. Né, per ora, ha preso contatti con aziende del settore. L’idea però è interessante e, a nostro avviso, non dovrebbe neppure avere grandi problemi ad essere approvata dall’UCI. I punti di appoggio, sella, manubrio e pedaliera, ricalcano perfettamente quelli di una bicicletta normale. Se poi, come assicura Nencioni, funziona pure…

Chi volesse informazioni sulla bicicletta e sul brevetto può rivolgersi direttamente al sig. Riccardo Nencioni al numero di telefono (o fax): 0376 220894